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Anno all'estero: host family | Consigli di Aurora Valeriani

La famiglia ospitante con cui trascorri il tuo anno all'estero è il fulcro della tua esperienza. Ti racconto la mia esperienza e alcuni consigli per creare un bel rapporto con la tua futura host family!

di Aurora Valeriani | Ambassador ZV Viaggi Studio

Il primo incontro.

Ho incontrato la mia host family per la prima volta il 25 luglio 2019, nell'aereoporto di Indianapolis e devo ammettere che, oltre alla grande felicità provata,  ero molto agitata ed emozionata poichè già sapevo che quello era l'inizio di una delle esperienze più forti che avrei vissuto nella mia vita. La prima volta che  incontrerai la famiglia, molto probabilmente sarà all'aereoporto della città che ti sarà assegnata, o comunque il più vicino possibile alla tua destinazione finale. Il primo incontro, così come lo è stato per me, anche per te sarà sicuramente un momento ricco di emozioni, proprio perchè segnerà il vero inizio di questa unica e fantastica esperienza all'estero! Ecco la mia bellissima famiglia in Indiana.

In quei primi istanti non ho realizzato subito che avrei dovuto vivere nella stessa casa con quelle persone per ben 10 mesi, soprattutto perchè erano degli sconosciuti con cui all'inizio, a malapena, riuscivo a parlare. Sono stata accolta da due bambine biondissime con due cartelloni con scritto sopra il mio nome, e questo mi ha subito felicemente sorpresa. Anche a te accadrà la stessa cosa, probabilmente sarai accolto/a con striscioni o cartelloni con sopra scritto il tuo nome preceduto da un "welcome home", o qualcosa del genere, per farti capire fin da subito che ti apriranno la loro casa e cercheranno di farti sentire a tuo agio, come se fossi a casa tua in Italia. Il primo incontro, a volte, potrà risultare anche un pò imbarazzante, ma può essere del tutto normale. Così come è normale poter avere qualche difficoltà nel dialogo, questo perchè l'exchange student non è abituato al linguaggio colloquiale in una lingua straniera e i genitori ospitanti hanno difficoltà a capire a causa del forte accento italiano che non aiuta molto nella comprensione. Dal primo incontro, io ho capito subito che mi sarei trovata bene, sia per la giovane età dei miei genitori ospitanti, che per l'amore che provo per i bambini.

Far parte di una nuova famiglia.

L'esperienza all'estero per me è stata caratterizzata da tante nuove sfide (ve le racconterò nei miei prossimi articoli), una di queste è stata proprio quella di integrarmi in una nuova famiglia che vive secondo le tradizioni, usanze e la cultura tipica dell'Indiana. E' stato comunque facile perchè sono partita con tanta energia e voglia di imparare e crescere. La cosa che mi sento di consigliarti, proprio per riuscire ad immergerti a 360 gradi in questa nuova avventura, è cambiare alcune delle tue abitudini e addottarne di nuove, quindi essere "open mind": atteggiamento fondamentale che ogni exchange student dovrebbe adottare durante il proprio anno scolastico all'estero. Se, per esempio, la famiglia ospitante dove ti troverai, ogni giovedì sera fosse abituata a mangiare messicano, (a meno che tu non abbia delle intolleranze alimentari o ciò che mangiano non corrisponde ai tuoi gusti) ti consiglio di adattarti a questa loro tradizione famigliare. Durante la mia esperienza, ad esempio, mi sono adattata alla loro routine: mi alzavo prestissimo la mattina e la domeica andavo con loro in chiesa nonostante, in Italia, sia una cosa che non faccio mai. E alla fine è stato fantastico, un vero piacere, ma soprattutto mi ha permesso non solo di conoscere in maniera più approfondita la loro cultura e religione, ma anche di creare un legame molto importante. Infatti, nel tragitto da casa a scuola, la mattina, ho avuto le migliori chiaccherate con il mio papà ospitante, che ad oggi considero come un secondo papà! Ogni momento condiviso sarà un'occasione in più per consolidare il rapporto con la tua famiglia ospitante e soprattutto per conoscere in maniera più approfondita la loro cultura. Inoltre, per riuscire a legare sempre di più con la tua futura host family, sarà molto importante avere un grande dialogo: condividere le proprie emozioni, sia positive che negative, raccontare la propria giornata e magari chiedere anche dei consigli se è necessario; insomma, fare come se si fosse a casa propria in Italia. Ad esempio, mi piace raccontarti questo episodio, che ha segnato positivamente il rapporto con Josh e Claire, i miei "genitori" ospitanti e con Nora e Ella, le mie "sorelline" ospitanti: un giorno ho deciso di cucinare per loro una carbonara, e nonostante le bambine non finissero mai quello che avevano nel piatto, tutti fecero il bis, e così una volta a settimana inaugurammo il "carbonara day"! 

Far parte di una famiglia vuol dire anche collaborare! Come tutti gli exchange student, dovrai partire consapevole del fatto che non sarà un anno di vacanza ma, come a casa in Italia, avrai dei doveri e delle mansioni da svolgere in casa, come per esempio: rifarti il letto, pulire la tua stanza, sparecchiare o apparecchiare. Anche nella nuova famiglia dovrai rispettare le regole stabilite dai genitori ospitanti, e non ci sarà gesto più apprezzato dalla famiglia ospitante che farti vedere responsabile delle proprie cose e aiutare in casa. Ad esempio, nella mia permanenza in Indiana la cosa più apprezzata dalla mia famiglia ospitante è stata la mia collaborazione nel portare fuori il cane e nel fare da baby sitter alle bambine.

Se sai cucinare, preparare qualche piatto italiano potrà essere un'esperienza molto bella per te e sicuramente apprezzata dalla host family. Così come cercherai di apprezzare e conoscere le loro tradizioni, cerca di portare un pò di italianità nella tua nuova casa, cucinando un piatto tipico o anche semplicemente parlando di una tua tradizione, sarà sicuramente un successo! Io per esempio ho continuato a dire "buon appetito" prima di iniziare a mangiare e loro mi hanno seguito, facendolo diventare una nuova tradizione :)

Host family vs famiglia italiana.

Può capitare che durante il tuo anno all'estero ti trovi a dover vivere in una famiglia completamente diversa dalla tua. Magari sei figlio unico, mentre nella host family avrai dei fratelli più piccoli oppure una tua coetanea/o con cui dover dividere la stanza. Io, che ho un fratello minore e una sorella maggiore, ho trovato due splendide "sorelline" di 4 e 7 anni con cui: giocavo, ridevo e scherzavo ma soprattutto, rivestendo i panni di sorella maggiore, le sostenevo e le aiutavo in qualsiasi cosa. Per alcuni exchange students, questo "cambio di vita" potrebbe rappresentare una delle più grandi difficoltà. Ti consiglio di non abbatterti a questi primi ostacoli e vedrai che tornerai arricchito e molto soddisfatto! L'anno all'estero, così come tutte le esperienze all'estero, regala tanto in termini di emozioni, legami, conoscenze acquisite e maturità, ma come in tutte le cose ti consiglio di uscire dalla tua "comfort zone" e lavorare su te stesso per poter raggiungere i risultati migliori. Un ottimo consiglio che mi sento di dare a tutti gli exchange student è quello di partire senza aspettative, non fare programmi sulla propria esperienza e quindi non fantasticare sul tipo di famiglia che vorreste avere. Ogni esperienza è a se, nessun exchange student vive le stesse cose, momenti ed emozioni, ma soprattutto siamo noi a decidere di voler rendere il nostro anno all'estero indimenticabile, o meno. Quindi, qualsiasi famiglia ospitante dovesse capitarti cerca di trarre il meglio da quella esperienza, potrebbe essere un'occasione in più per imparare a condividere la stanza con qualcuno oppure a giocare con dei bambini piccoli e perchè no, magari ogni tanto fargli anche da baby sitter.

Il punto di vista di una host family.

Spesso ci si dimentica che, oltre allo studente, è anche la famiglia ospitante a fare un vero e proprio scambio culturale. Come il ragazzo/a, anche la famiglia impara a conoscere la cultura dell'exchange student, infatti diventa uno scambio continuo di opinioni, modi di fare e tradizioni. 

Ad esempio, io ricordo con piacere quando gli raccontavo delle nostre usanze. Una sopresa bellissima che mi è stata fatta dalla mia mamma ospitante Claire è quando il giorno dell'Epifania mi ha fatto trovare una calza piena di caramelle appesa alla maniglia della porta di camera mia. Per me è stato molto emozionante, ma soprattutto ho apprezzato questo gesto perchè ho capito che non voleva che io provassi la mancanza di casa nel non festeggiare la festività.

La host family intraprende questa avventura anche perchè è curiosa di conoscere un nuovo paese attraverso lo studente,  quindi ti consiglio nuovamente di portare la tua italianità: per esempio cucina un piatto tipico, racconta le tue esperienze in Italia, descrivi la tua città, le tue abitudini, fai vedere un film che ti piace tanto girato nel tuo paese o regione, proponi giochi/attività che sei solito/a fare con la tua famiglia o amici a casa o insegna alcune semplici parole in italiano. Io, per esempio, ho insegnato a contare fino a 20 in italiano alle mie "sorelline". Vedrai sarà uno scambio entusiasmante! Questo ti sarà di grande aiuto soprattutto se sarai ospitato in una famiglia con figli piccoli, che, tramite questa esperienza, inizieranno a coprendere la grandezza e la diversità del mondo, attraverso i nuovi "foreign siblings". Questo li aiuterà a crescere senza pregiudizi nei confronti degli stranieri, proprio perchè hanno vissuto con uno di loro e hanno imparato a loro volta ad essere "open mind".

Infine ti voglio ricordare che l'esperienza all'estero è una grande challenge per tutti, sia per lo studente che per la host family, e che al termine dell'esperienza, nella maggior parte dei casi, ci si rende conto di aver acquisito una seconda famiglia a cui poter far riferimento per tutta la vita e di aver trovato un posto che, nonostante sia distante migliaia di chilometri dall'Italia, possiamo definire "casa". A me è successo, ci sentiamo, ci scriviamo tutte le settimane e ci videochiamiamo ogni volta che possiamo. Se seguirai i miei consigli, sicuramente riuscirai a costruire un bellissimo rapporto con la tua host family, ne sono più che sicura :). Dipende solo da te, ricordalo, e se ci riuscirai, come ti auguro, sarà veramente fantastico!

Prenota un posto all'info meeting di Zainetto Verde ViaggiStudio, ci sarò anch'io per raccontare la mia esperienza!

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