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Anno all'estero di Leonardo: lo Sport | La mia esperienza con il Football

Lo sport è la tua più grande occasione di stringere legami durante il tuo anno all'estero. Ti racconto la mia esperienza con lo sport e più in particolare con il Football!

di Leonardo Franzese | Ambassador ZV Viaggi Studio

 

 

Come sono entrato a far parte della squadra

Spesso mi viene chiesto quale consiglio mi sento di dare a chiunque voglia intraprendere l'esperienza di un anno all'estero lontano da casa. “Dire sempre di sì”, infatti, è il consiglio che mi aveva dato mia sorella (anche lei partita per gli Stati Uniti qualche anno prima di me) ed è quello che ora mi sento di dare io.

Ed è proprio così che è iniziata l’esperienza più bella ed intensa del mio anno all’estero. Durante la prima settimana negli Stati Uniti stavo accompagnando il mio host-brother Logan a prendere alcuni strumenti nell’aula della banda della scuola nella quale lui suonava, poco prima di una partita di pallavolo. Abbastanza per caso ho incrociato un professore che si è subito mostrato molto interessato a conoscere il "nuovo exchange student della scuola", ovvero io. Il professore si presenta, e dice di essere l’insegnante di Geografia della “Middle School” ovvero delle scuole medie dell'istituto. Inizia a raccontarmi della sua magnifica estate trascorsa nel Bel Paese tra città italiane come Venezia, Firenze, Roma e tra i suggestivi paesaggi tipici italiani. Quella che all'inizio poteva sembrare una tranquilla chiacchierata nei corridoi, diventa rapidamente l’occasione più grande della mia vita. Terminato appunto il suo racconto estivo sulla bellezza del territorio italiano, si presenta come l’Head Coach (ovvero come primo allenatore) della squadra di football della scuola. Dopo avermi parlato un po' del football mi chiede che sport praticassi in Italia, e io, anche se era ormai qualche anno che non lo praticavo più, rispondo “Soccer”. 

I suoi occhi si illuminano e subito mi propone di fare un provino per diventare il nuovo Kicker della squadra di Football della scuola. E per chi (come me all’inizio) ha scarse conoscenze del football e non ha idea su cosa sia un kicker provo a spiegarvelo brevemente: il kicker è colui che entra solo in alcuni momenti specifici della partita e calcia la palla all’interno dei due pali alti posti all'estremo del campo per fare punto. 

Il provino

È così che, il lunedì dopo, mi sono ritrovato sul campo d’allenamento con addosso gli scarpini a provare qualche tiro davanti all'attenta giuria di allenatori che valutavano se convenisse o meno prendermi in squadra. Personalmente non ritengo di essere particolarmente forte a calciare la palla, ma era evidente che nessun americano potesse giocare neanche nella più scarsa lega parrocchiale italiana, e quindi la concorrenza era così nulla, che ai loro occhi scomodavo quasi Messi e Ronaldo in quanto a bravura calcistica.

La popolarità e le amicizie

Questo fu l’inizio dell’avventura più bella del mio anno all’estero. Il football, oltre che farmi avermi fatto vivere delle esperienze magnifiche dal punto di vista sportivo ed emotivo, mi ha permesso di ottenere velocemente una discreta popolarità e mi ha permesso di costruire delle amicizie che sono durate poi tutto l’anno e che continuano ancora oggi, tornato in Italia.

Proprio come si vede anche nei film, il football dona molta popolarità, in breve tempo si diventa un po' gli eroi della scuola e tutti vogliono parlare o uscire con te. Per un exchange student è indubbiamente una grande risorsa da tenere a mente, visto che spesso ci si può senitre soli così lontano da casa.

Oltre alle amicizie dovute alla popolartà ci sono anche quelle proprio con i compagni di squadra, che sono a mio avviso le più vere, genuine e durature. Gli allenamenti sono infatti tutti i giorni dopo scuola, quattro giorni su cinque dal lunedì al giovedì più la partita al venerdì. Viene abbastanza naturale capire come tutto quel tempo passato insieme si posssa abbastanza facilmente convertire in amicizia. 

A mio avviso, tutti i ragazzi che vogliono partire per un anno all'estero dovrebbero fare uno sport o per lo meno un'attività extrcxurriculare pomeridiana poichè queste sono senza dubbio la più grande occasione che il sistema scolastico ameriano offre a noi exchange di stringere amicizia e tenerci allenati nello stesso tempo.

Lo sport in America vs lo sport in Italia

Come dicevo, lo sport negli Stati Uniti non viene inteso come lo intendiamo noi in Italia: gli allenamenti sono ogni giorno dopo scuola all'interno della stessa, non come in Italia nei club del paese con orari assurdi e a distanze disumane. Lo sport in America non viene visto come l'impedimento allo studio e come un inutile capriccio di coloro che non hanno voglia di impeganrsi troppo a scuola, come invece viene visto in Italia. In America lo sport viene messo alla pari dell'istruzione, perchè anche se è vero che magari le scuole americane sono un po' meno severe sui contenuti, dall'altra credono molto di più nello sport, sopratutto di squadra, e in tutti i benifici fisici e sociali che ne comporta. Fare parte di una squadra, saper perdere vincere e faticare in gruppo, essere disposti a sacrificarsi per il bene di tutti, sono delle qualità che spesso mancano ai ragazzi italiani e che a mio parere sono invece molto utili e fondamentali per affrontare al meglio la vita.

 

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